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Chocolate Pecan Pie


Chocolate pecan pie

 

Ingredienti   per la sfoglia al cioccolato: 750 gr. di  farina 00, 130 gr. di cacao amaro, 100 gr. di zucchero semolato, sale fino q.b., 420 gr. di   burro freddo, tagliato a cubetti,  250 ml. di acqua fredda

Ingredienti per il ripieno: 200 gr. di  pecan spezzettate, 3 uova sbattute, 250 ml. di sciroppo d’acero, 100 gr. di zucchero semolato,  85 gr. di burro fuso, 5 ml. di vaniglia liquida,  3 gr. di sale fino,  pecan per decorare.

Unire i primi 4 ingredienti per la sfoglia al cioccolato, aggiungere il burro, affinché il composto risulti granuloso. Aggiungere lentamente l’acqua, in modo che il composto cominci a formare una “palla” di pasta. Avvolgere la “palla” nella pellicola trasparente e lasciarla raffreddare in frigorifero per un’ora. A seguire stendere la pasta nella teglia, lasciando i bordi leggermente abbondanti.

Per preparare il ripieno unire le uova sbattute, lo sciroppo d’acero, lo zucchero, il burro fuso, la vaniglia e il sale. Successivamente incorporare le pecan tritate.
Versare il ripieno nella teglia. Decorare la superficie della pie con le pecan intere. Cuocere a 175° per 45-50 minuti (il ripieno deve essere ben fissato alla base). Far raffreddare prima di servire.

Questa ricetta è tratta dalla newsletter di  California Backery di Milano, una pasticceria originale Usa, che aspetta tutti per la del Ringraziamento.

…la zuppa di borragine e lattuga alla genovese

Ingredienti: 1ceppo di lattuga, 1 mazzetto di borraggine, 1 piccola cipolla, 1 mazzetto di prezzemolo, qualche foglia di basilico, 4 uova, parmigiano grattugiato, 1 noce di burro, brodo possibilmente di carne ,sale e pepe.

In un tegame  di coccio faccio soffriggere la cipolla tagliata al velo, quando è rosolata aggiungo le verdure e gli aromi tritati e faccio cuocere per alcuni minuti.

In una terrina sbatto le uova con 4 cucchiai di parmigiano e gli aggiungo le verdure soffritte. Verso questo composto in un recipiente e lo faccio cuocere a bagnomaria fino a che non ha raggiunto una consistenza densa. Lo faccio raffreddare e lo taglio a quadretti. Preparo del brodo bollente e lo servo con i quadretti di verdure e una bella spolverizzata di parmigiano   grattugiato.

il tegame di coccio

… gli Anelletti al forno

Ingredienti: 500  gr. di anelletti siciliani, 400 gr. di carne macinata mista,  200  gr. di prosciutto cotto, 200  gr. di mozzarella, 50  gr. di parmigiano grattugiato,  2 uova sode, 50  gr. di burro, 150 gr di piselli già sgranati, 2  melanzane, 1 cipolla, 1 costola di sedano, 1 piccola carota, 1 spicchio di aglio, 300  gr. di passata di pomodoro 50  gr. di pangrattato, olio extravergine d’oliva, 1 pizzico di zucchero, sale, pepe nero.

In un tegame di coccio verso quattro cucchiai di olio e vi faccio rosolare la carota, il sedano e la cipolla tritati, aggiungo la carne che faccio rosolare alcuni minuti, la passata di pomodoro e un paio di bicchieri d’acqua. Metto sale, pepe, un pizzico di zucchero, i piselli e faccio cuocere lentamente per circa mezz’ora.

Taglio le melanzane a cubetti, le lascio in acqua salata per una decina di minuti, poi le scolo bene, le asciugo  e le friggo in olio ben caldo. Quando sono dorate le scolo e le metto sulla carta assorbente.

In acqua bollente salata faccio bollire la pasta, la scolo, la rimetto nella pentola e la condisco con il burro,  una parte del ragù ed il parmigiano. Verso metà della pasta ben condita in una pirofila unta d’olio e spolverizzata di pangrattato.  La copro con uno strato fatto di rotelle di uovo sodo, di prosciutto, di mozzarella e melanzane, verso la restante pasta condita sulla quale verso il restante ragù e una abbondante spolverizzata di pangrattato che irroro con un filo d’olio e faccio gratinare in forno già caldo a 180° per circa venti minuti.

anelletti siciliani

Alcune curiosità…

Gli anelletti sono una pasta tipicamente siciliana e si cucinano, soprattutto in occasione delle feste e sono il piatto tradizionale della domenica.

A seconda delle varie zone della Sicilia variano gli ingredienti, però la bontà del piatto è sempre la stessa. Sono una ricetta tradizionale molto antica che risale ai timballi che gli arabi introdussero del IX sec. d.c.

Ingredienti: 1 coniglio, 1 carota, 1 costola di sedano, 1 spicchio d’aglio, 1 cipolla, salvia e basilico, un rametto di rosmarino, qualche bacca di ginepro, 1 bicchiere d’olio extravergine d’oliva, 1 bicchiere di vino rosso, 300 gr. di polpa di pomodoro

Taglio a pezzi il coniglio e lo metto a marinare con le verdure tagliate a pezzi, il sale e il pepe per 12 ore. In un tegame metto a soffriggere con l’olio, le verdure della marinata, poi aggiungo il coniglio ben scolato, rosolo bene facendo tirare tutta l’acqua del coniglio, verso il vino e lo faccio evaporare quasi del tutto a fuoco vivace, aggiungo i pomodori e continuo la cottura a fuoco più basso per circa un’ora. Se necessario aggiungo di tanto in tanto un pò di brodo di carne bollente.

coniglio alla cacciatora

Alcune curiosità…

ll Coniglio (Oryctolagus cuniculus) è un mammifero appartenente alla famiglia dei Lagomorfi. Se ne contano decine di razze, selezionate dall’uomo nel corso dei secoli, che si differenziano per taglia, per colore, per lunghezza o per forma delle orecchie. Le razze di conigli domestici possono pesare da meno di 1 kg (taglie nane) a oltre 8 kg (taglie giganti).

Continuamente si creano nuove razze, ma occorrono alcuni anni prima che siano così ufficialmente riconosciute.

…la Verza ripiena

Ingredienti:1 verza  1 cipolla, 30 gr. di burro, olio extravergine d’oliva acqua, rete di maiale o spago da cucina

Ingredienti per il ripieno: 200 gr. di pangrattato, 80 gr. di parmigiano grattugiato, 1 uovo, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, 100 gr di salsiccia, olio extravergine d’oliva, sale, pepe.
Tolgo alla verza le foglie più dure, la sbollento in acqua bollente salata e poi la lascio raffreddare. In una ciotola metto il grana con il pangrattato, aggiungo l’uovo sbattuto  con il  sale e il prezzemolo, l’olio e la salsiccia amalgamo il tutto. Farcisco il centro della verza con il ripieno e gli racchiudo intorno le foglie ad una ad una, intercalandole con un po’ di ripieno. Ricomposta la verza, la lego con la rete di maiale o dello spago. Metto la verza in una casseruola alta, con poca acqua, un goccio d’olio, il burro ed la cipolla affettata fine. Cuocio adagio a fuoco dolce rigirando con attenzione ogni tanto, finché la verza diventi colorita. Tolta dalla casseruola, completo la cottura passandola in forno a calore moderato per 15 minuti.

la verza ripiena

Alcune curiosità sulla verza…

La verza o cavolo verza (Brassica oleracea sabauda), detta anche cavolo di Milano è un ortaggio di origine antichissima è coltivato soprattutto nelle regioni dell’Italia Centro settentrionale.

Viene utilizzata prevalentemente cotta per la preparazione di minestre, zuppe.

Come secondo piatto viene abbinata prevalentemente alla carne di maiale e l’esempio più tipico è la “Cassoula milanese”

Nonostante abbia un odore fortissimo ha un sapore decisamente delicato e gradevole.


…il pollo arrosto

Ingredienti: 1 pollo, salvia, rosmarino, sale, pepe, olio extravergine d’oliva.

Lavo il pollo, lo asciugo e l’interno gli metto un pò di sale, di pepe, qualche foglia di salvia d un rametto di rosmarino.

Lo adagio in una pirofila appena unta d’olio e massaggiandolo con le mani faccio aderire bene alla pelle un composto preparato con il sale e gli aromi tritati.

Metto la pirofila in forno già caldo a 200° per circa un’ora e un quarto coperta con un foglio di alluminio. A metà cottura giro il pollo e di tanto in tanto lo bagno con il suo liquido di cottura. Nell’ultimo quarto d’ora di cottura tolgo il foglio d’alluminio e lo faccio dorare fino a che la pelle risulta essere un pò croccantina.

il pollo arrosto

Alcune curiosità…

Il pollo è un volatile già conosciuto cinquemila anni fà. Proviene dal sud est dell’Asia dove sono stati fatti i primi allevamenti e con la migrazione dei popoli si è diffuso  praticamente in tutto il mondo. Inizialmente i polli venivano usati per i combattimenti, poi hanno assunto un significato religioso per poi diventare una fonte alimentare. Gli antichi romani lo consideravano un piatto molto prelibato che veniva servito sulle tavole patrizie. Visse un grande splendore sulle tavole del ‘ 400 dove era il protagonista e delle ricette create allora sono in auge anche ai nostri tempi. E’ ai primo del ‘900 che con la diffusione dell’allevamento il pollo diventa protagonista della tavola di tutti i giorni.

… un buon Marron Caffé!!!

Ingredienti: 1 tazzina di caffè, cioccolata fondente, qualche pezzetto di marrons glacés, panna montata.

In bicchiere di vetro piuttosto grande e trasparente metto dei frammenti di marrons glacés, metto un pò di cioccolata calda e poi lentamente verso  il caffè appena fatto e caldissimo. Sormonto con una spruzzata di panna montata e decoro con il cacao in polvere.

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marron caffé

… ho scritto ” Dolce Natale” il mio primo libro sui dolci di Natale  e l’ho fatto ripercorrendo, in un viaggio ideale, la nostra penisola in lungo e in largo e  riscoprendo dolci dal meraviglioso  sapore del buon tempo andato.

 

L’ ho voluto scrivere perché il Natale è una festa che amo molto ed è la festa più vissuta e celebrata dell’anno. E’  il giorno in cui le famiglie si riuniscono attorno ad una tavola imbandita più ricca del solito e dove, solitamente, si ricordano le tradizioni culinarie più antiche e preziose soprattutto nei dolci e nei dessert.

Ogni regione ha un ricco patrimonio di ricette,  delle  vere e proprie squisitezze che ci parlano di usanze, di cultura, di popoli, di appartenenze…

Nel libro che vi sto presentando troverete dunque tanti  dolci natalizi della nostra tradizione suddivisi per regione. Le ricette per la loro realizzazione sono curate nei dettagli; le loro origini e le  curiosità  ad esse legate sono indicate con meticolosità.

La sua stesura vuole, inoltre,  essere  un piccolo tributo al patrimonio gastronomico e culturale italiano.

Se volete acquistarlo potete farlo collegandovi direttamente al link posto nella locandina posta a fianco.

… la Busecca ovvero la trippa!

Ingredienti: 1,2 di foiolo, 200 gr di fagioli  borlotti secchi, 100 gr di pomodoro, 3 di carote, 2 costole di sedano, 4 patate, 1 cipolla,  50 gr di burro, 50 gr di lardo, 60 gr di grana padano grattugiato, 3 l di brodo di carne, sale.

In una casseruola, faccio rosolare leggermente la cipolla con un battuto di lardo ed il burro; aggiungo la trippa, il sedano e le carote tagliate a dadini e faccio rosolare per circa 10 minuti; aggiungo il brodo bollente e faccio cuocere a fuoco moderato per circa 30 minuti; aggiungo i pomodori, le patate intere, i fagioli ammollati in acqua tiepida per una notte intera e  continuo la cottura a fuoco basso per un’ora. Lascio riposare per alcun minuti in modo che l’eventuale grasso rimasto della trippa venga in superficie e possa essere schiumato; schiaccio le patate con una forchetta e cuocere ancora qualche minuto; cospargo di grana e  servo molto caldo.

la busecca

Alcune curiosità…

La trippa, o busecca è il piatto lombardo per eccellenza che oltre ad essere il piatto storico della cucina  regionale è uno dei piatti forti della cucina milanese tanto è vero che i milanesi, che l’apprezzavano molto,  erano chiamati anche “buseconi”.

L’origine della parola “busecca” è riconducibile al tedesco “butze” (viscere) divenuto poi in dialetto “busa” (pancia)

Essendo un piatto economico molto nutriente  che richiede una luna preparazione e una lunga cottura veniva preparato soprattutto nel periodo invernale quando la “stufa economica” era sempre accesa per riscaldare la cucina e quindi si sfruttava il calore per preparare cibi di “lunga cottura”.

Di umili origini, era spesso presente sulle tavole contadini in occasione dei mercati, delle fiere e veniva mangiata anche  la Notte  di Natale quando i contadini si riunivano nelle stalle dopo la Messa di Mezzanotte.

Molte città, però rivendicano la paternità della trippa: Roma con la trippa romana, Firenze con la trippa alla fiorentina, Parma con la trippa alla parmigiana, Modena con la trippa alla modenese ecc… quindi e ricette per la sua sono moltissime, diverse di regione in regione, da una città all’altra.

In commercio fino agli anni ’80 si trovava la trippa cruda, che  più saporita ma faticosa da preparare e un po’ disgustosa da pulire, oppure si trovavano trippe pulite che puzzavano però di cloro e risultavano disgustose al palato.. Oggi, invece,  in commercio troviamo trippe pulite e pre-lessate più come  e meno faticose da utilizzare, ma  il loro difetto è che lasciano scivolare un pò troppo il sugo.

Un aneddoto…

“Non c’è trippa per gatti”  è la frase che il Sindaco di Roma, Ernesto Nathan, alle prese con le ristrettezze finanziarie del Comune,  pronunciò quando iniziò una serie di tagli al bilancio, tra cui il taglio somma che veniva stanziata per l’acquisto del cibo per sfamare i gatti, che vivevano  ( e vivono) tra gli antichi ruderi della capitale.

…i cachi con mascarpone

Ingredienti: 4 cachi, 4 cucchiai di cognac, 4 cucchiai di zucchero, 250 gr. di mascarpone.

Ai cachi, abbastanza grandi ma non eccessivamente maturi, tolgo, dalla parte del picciolo, un coperchietto; prestando molta attenzione a non romperli, aiutandomi con un cucchiaino, tolgo la polpa che taglio a dadino e metto a macerare in una ciotola con lo zucchero ed il cognac per circa mezz’ora poi incorporo il mascarpone. Amalgamo il tutto e riempio i cachi a cupola con la crema; appoggio il coperchietto lasciandolo leggermente rialzato perché si veda la crema che contiene e metto in frigorifero fino al momento di servire.

un caco sulla pianta

Alcune curiosità…

Il cachi (Diospyrus kaki), è una pianta appartenente alla famiglia delle ebenaceae. originaria  della Cina meridionale detta anche  Mela d’OrienteAlbero dalle sette virtù.

Da più di un millennio  viene coltivato in Giappone e solo verso la fine del XVIII sec. è giunta in Europa ed in America. In Europa venne prima utilizzata a scopo ornamentale, poi come albero da frutto.

La più grande produzione di cachi oltre che provenire dalla Cina. dalla Corea e  dal Giappone proviene anche dall’Italia, da Israele e dagli Stati Uniti.

In Italia in quasi tutti “ i giardini di casa” è presente una pianta di cachi; la produzione industriale, invece, viene  è effettuata in Veneto, in Emilia Romagna, in Campania, in Abruzzo e in Sicilia.

E’ proprio in Sicilia  che viene prodotto il “cachi di Misilmeri”, conosciuto ed esportato in tutto il mondo.

E’ un frutto tipicamente autunnale dalla buccia di un bel colore rosso-arancio molto forte  e dalla polpa molto tenera, ma ci sono due eccezioni: il cachi vaniglia e il cachi mela  che hanno polpa molto più soda

E’ un frutto molto energetico, fortemente zuccherino; viene spesso consumato al naturale tagliando il frutto a metà ed estraendone la polpa con un cucchiaino.

I cachi,  quando giungono nelle nostre dispense spesso non ancora maturi, devono quindi essere tenuti a temperatura ambiente fino a completa maturazione, poi devono  essere conservati in frigorifero e consumati entro pochi giorni, perché che si deteriorano molto velocemente

In Giappone viene utilizzato per produrre un vino a bassa gradazione alcolica, mentre il succo serve come chiarificante nella preparazione del sakè.

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